SITUAZIONE RELIGIOSA IN UCRAINA E NELLA DIASPORA

A Eèifanio

30 SETTEMBRE 2021

L’ Eparchia di San Giulio esprime profonda amarezza nel notare che solo una piccola parte dell’Ortodossia ha ufficialmente riconosciuto la canonicità della nuova Chiesa Ortodossa in Ucraina, creata dal Patriarca di Costantinopoli nel 2018. Con questa analisi, vorremmo far capire ai nostri fedeli che attinenza può avere l’istituzione di questa Chiesa con il Sinodo Eparchiale della ARCIDIOCESI UCRAINA ORTODOSSA DELL’EUROPA OCCIDENTALE E DEL CANADA. 

Come è noto, lo stesso Patriarca di Costantinopoli nel 1997 confermò con la propria firma, senza ombra di dubbio, insieme con tutti gli altri primati ortodossi, il decreto di condanna con anatema contro l’ex Patriarca di Kiev Filarete Denisenko (23 febbraio 1997). 

Un Anatema, è la condanna più grave esistente per i membri della Chiesa, e quando questo è riconosciuto dall’intera ortodossia, la gravità dello stesso è massima. Il 23 febbraio del 1997 fu una data orribile nella storia della Chiesa Ucraina.

Tre giorni prima di quella data, Sua Santità il Patriarca Filarete di Kiev (Ex Metropolita di Kiev nella giurisdizione del Patriarcato di Mosca), ha cessato in modo non canonico i legami con il Metropolita e Primate del Sinodo Eparchiale dell’Europa Occidentale e del Canada, dimenticando (appunto non canonicamente), di comunicare tale decisione all’intero Sinodo dei vescovi dell’Europa occidentale e del Canada.

Il Patriarca Filarete, ha omesso anche di procedere al Singolo ascolto di ogni Vescovo di fronte ad un Tribunale Sinodale, come prevedono i Sacri Canoni della Chiesa Ortodossa.  Tutto ciò non avvenne e tre giorni dopo, sul fronte russo e Panortodosso, egli venne anatemizzato, rendendo il suo status pari ad un laico non ortodosso e per giunta scismatico. L‘Arcieparchia dell’Europa occidentale e in Canada rimase viva, canonicamente istituita (dal Santissimo Patriarca Volodymir Romaniuk) ed in ogni caso un eventuale scioglimento della stessa Arcieparchia dell’Europa Occidentale e del Canada, sarebbe stato annullato dall’Anatema panortodosso proclamato.

Il Metropolita Primate dell’Arcieparchia Ucraina Ortodossa dell’Europa Occidentale e del Canada, non potendo più appellarsi alla Chiesa Madre colpita da Anatema, anziché continuare con la propria Missione nella Chiesa fondata dalla Chiesa Ucraina Ortodossa, cambiò unilateralmente il nome del Sinodo Eparchiale in Chiesa Metropolitana Autonoma dell’Europa Occidentale e dell’America, Arcidiocesi di Milano e Metropolia di Aquileia. Cambiò nome e territorio di giurisdizione diretta e fondò un Sinodo con un nuovo statuto denominato “Sinodo di Milano”. Tale Nuovo Sinodo di Vescovi, non poteva evidentemente  canonicamente ricollegarsi all’Arcieparchia Ucraina Ortodossa fondata dal Patriarca Volodymir nel dicembre del 1993. Egli scelse di ricollegare la fondazione di Questo nuovo Santo Sinodo ad un vecchio Tomos di Autonomia ceduto dall’Arcivescovo Avxentios della Chiesa Greca Paleoimerologhita nel 1984 al Primate della Chiesa Ortodossa del Portogallo Gabriele, declassificando il Tomos del Patriarca Volodymir a mera medaglia onoris causa ceduta ad personam (atteggiamento stravagante che sembrò dettare la fine della struttura sinodale fondata dal Santo Patriarca Volodymir).

Inoltre, in considerazione del fatto che lo scioglimento canonico non è mai avvenuto; la Chiesa in questione è rimasta vivissima attraverso i propri vescovi, cioè coloro che furono contro l’istituzione di una Chiesa non imparentata con la Chiesa Madre Ucraina.

Il Metropolita del Sinodo di Milano disattese i termini del Tomos di Autonomia ucraino, mentre il Patriarcato di Kiev, Chiesa Madre, a sua volta si comportò allo stesso modo irresponsabilmente, fingendo clamorosamente di non aver mai avuto vescovi in Europa occidentale ed in Canada e non valutando la gravità dell’Anatema ricevuto.

I Vescovi dell’Arcidiocesi Ucraina dell’Europa occidentale e del Canada, non hanno mai accettato la formazione del nuovo cosiddetto “Sinodo di Milano” (istituito nel 1997 come presunta vendetta contro il Patriarca  Filarete). L’Arcivescovo Lazar del Canada se ne andò e  venne accettato senza riconsacrazione dalla Chiesa Ortodossa Americana del Patriarcato di Mosca, con il Vescovo Varlaam (ora deceduto); il Metropolita di Parigi Vigilij tanto amato dal Patriarca Volodymir venne costretto a dare le dimissioni grazie a false accuse di un suo confratello e ne morì dal dolore; il vescovo di Lione Michel Laroche seguì lo scisma ucraino del Patriarca Filarete, rimanendo anch’egli sotto anatema; l’Arcivescovo Basilio e il Vescovo Volodymir di San Giulio rimasero nel Sinodo Eparchiale Ucraino, mentre l’Arcivescovo Gregorij morì.

Ovviamente il Sinodo appena creato (Sinodo di Milano) non aveva alcun collegamento né canonico né di fondazione con la Chiesa ortodossa ucraina, motivo della partenza dei vescovi canadesi che si trasferirono nella giurisdizione della Chiesa Russa Ortodossa. 

Questa grande svista o dimenticanza canonica del Patriarca Filarete, colpito 3 giorni dopo da anatema, fornì al nostro episcopato (Arcivescovo Volodymir e Arcivescovo Basilio) una opportunità provvidenziale di sopravvivenza canonica nell’Arcidiocesi Ucraina Ortodossa Fondata dal Patriarca Volodymir Romaniuk.

Dopo il passaggio canonico dell’Arcivescovo Basilio alla Chiesa Ortodossa Italiana (ora Metropolita e Primate d’Italia), il testimone passò all’Arcivescovo Volodymir, che dopo ripetuti tentativi di riconciliazione e pacificazione con membri del Sinodo di Milano (il Metropolita Evlogij), divenne “de iure et de facto” il Presidente dell’Arcidiocesi Ucraina Ortodossa dell’Europa Occidentale e del Canada, come unico vescovo sopravvissuto dell’Originale Santo Sinodo Eparchiale. Il Metropolita Volodymir di San Giulio, inizialmente in apparente stato di isolamento, ironia della sorte, ha salvato la Missione dell’Europa Occidentale e del Canada, evitando di entrare sotto il fatale manto del presunto anatema del Patriarca Filarete. Il Metropolita Volodymir con l’ausilio del Metropolita Basilio, iniziò nel 2006 a ricostituire la gerarchia dell’Arcidiocesi Ucraina Ortodossa dell’Europa Occidentale e del Canada, che ora conta di 7 vescovi.

Sempre nel 2006, su invito del Metropolita Evlogij, il Metropolita Volodymir partecipò in qualità di primate alla consacrazione episcopale del vescovo Luca di Torcello. In quel momento il Metropolita Evloghios non aveva nessun vescovo in Europa occidentale che potesse coadiuvarlo nella chirotonia.  in un certo senso il Metropolita Volodymir aiutò anche il cosiddetto Sinodo di Milano a sopravvivere. Sul Chirotonikon del Vescovo Luca di Torcello, sono riportati i titoli dell’Arcivescovo Evloghios e Volodymir entrambi con i titoli di Metropolita di Milano e Metropolita di San Giulio.

Il presunto anatema del Patriarca Filarete vale ancora per la maggioranza assoluta delle Chiese ortodosse secondo le quali: tutti i “vescovi” consacrati all’episcopato dal Patriarca Denisenko dopo il 23 febbraio 1997 sono considerati privi della grazia sacramentale e della canonicità.

L’attuale cosiddetta “Chiesa ortodossa in Ucraina” ( Православна Церква України ), presieduta da Sua Betaitude Epiphanio Dumienko (consacrato dal Patriarca Filarete il 21 ottobre del 2009), è stata creata dal Patriarcato Ecumenico ed è stata riconosciuta dalla Chiesa di Alessandria e dalla Chiesa di Grecia, mentre la Chiesa di Cipro non ha ancora formalizzato una posizione veramente sinodale). In ogni caso, l’Arcidiocesi Ortodossa Ucraina dell’Europa occidentale e del Canada preferisce chiamare la Chiesa madre con il suo nome originale, cioè Chiesa Ortodossa Ucraina (Українська Православна Церква) in rispetto alla Storia della  Metropoli Ortodossa Autonoma dal Patriarcato di Mosca sua Chiesa Madre, che poi sfociò nella fondazione del Patriarcato di Kiev autoproclamatosi AUTOCEFALO..

Il Patriarcato Ecumenico, facendo proprio un vecchio detto della Chiesa Latina, cioé: ROMA LOCUTA CAUSA FINITA, come presunta “Prima Sede Super Pares”, fa propri gli attributi papali e, a posteriori, dopo 21 anni dalla firma panortodossa dell’anatema, decide di sanare la posizione del “Metropolita Filarete e di tutti quelli con lui” (testo del Tomos di autocefalia), restituendo con un semplice Tomos la dignità episcopale privata a tutta la Chiesa Ortodossa in Ucraina e opponendosi al diritto del Patriarcato di Mosca di legiferare canonicamente nel cuore della propria Chiesa: Kiev, dove nacque il cristianesimo russo.  Per la Chiesa Russa Ortodossa fu un oltraggio indicibile, paragonato all’esproprio di Santa Sofia fatto dai turchi al Patriarca di Costantinopoli nel 1453 e privo di ogni carità tra Chiese Sorelle.

Il Patriarcato di Costantinopoli, si era palesemente scordato del termine canonico di “CONSUETUDINE” in materia di territorio giuridico canonico, privando cruentemente ed unilateralmente Mosca della potestà giuridica che le spettava per “consuetudine” di consacrare ed eleggere i Metropoliti di Kiev. Senza la Consuetudine giuridica di Mosca, non sarebbe sopravvissuto il Cristianesimo Ortodosso in Ucraina.

La maggioranza assoluta delle Chiese ortodosse, considera questa neo proclamata Chiesa del Metropolita Epifanio, una struttura con caratteristiche scismatiche, priva di ogni grazia sacramentale, poiché composta da vescovi che hanno ricevuto la “consacrazione episcopale” da un “presunto” laico: il Patriarca Filaret Denisenko. 

La maggioranza del cristianesimo ortodosso riconosce Sua Beatitudine Onofrio come primate della Chiesa ortodossa Ucraina e continuano (a torto o a ragione), ad etichettare i vescovi della nuova chiesa come laici scismatici, rivolgendosi ufficialmente a loro usando il cognome (es. Sig. Dumienko per il Metropolita Epifanio). Mosca e la maggior parte delle Chiese Ortodosse ribattezza ogni componente del Patriarcato di Kiev che ritorna alla Chiesa russa.

Il Signore nostro Dio ha voluto che questa situazione desolata, fosse un portale per la legittima posizione canonica dell’Arcidiocesi Ucraina Ortodossa dell’Europa Occidentale e del Canada: una situazione che rende la nostra posizione totalmente neutrale e lineare, il mezzo per svelare la nostra eredità riguardo alla successione apostolica dalla ROCOR universalmente riconosciuta e non dal Patriarca Filarete universalmente contestata dopo il 23 febbraio del 1997.

Essendo questa una situazione di neutralità e di Status Quo, ci rende al tempo stesso protetti dalle ombre di scismi e condanne legate ad anatemi personali o ad ingerenze territoriali canoniche o non canoniche. Inoltre, in questo lasso di tempo  nessuna Chiesa in Ucraina può essere etichettata come canonica o fuori pericolo, e questa è “realpolitik”.

La realtà chiara agli occhi di tutti, è che la maggior parte delle Chiese ortodosse (Mosca, Serbia, Bulgaria, Antiochia, Gerusalemme, Cipro, Romania, Georgia, Repubblica Ceca, Slovacchia, OCA e ROCOR, considerano la cosiddetta “Chiesa Ortodossa in Ucraina” creata dal Patriarca Bartolomeo priva di ogni grazia e governata da laici! si ritiene che all’interno della cristianità ortodossa sia imminente una procedura di condanna per pronunciare un possibile anatema nei confronti dello stesso Patriarca ecumenico (Dio ce ne scampi). I requisiti canonici per un simile atto purtroppo pare ci siano tutti.  

Mai avremmo pensato che il Patriarcato ecumenico potesse entrare così aggressivamente nella vita religiosa di una sua Chiesa Sorella (la Chiesa Russa) ed in un modo così determinato e deciso nella vita politica di una nazione.

In realtà, l’Arcidiocesi ortodossa Ucraina Ortodossa dell’Europa Occidentale e del Canada con i suoi 7 vescovi consacrati in linea di successione apostolica dalla ROCOR (alcune consacrazioni provengono direttamente attraverso san Giovanni Maximovich), si trova in piena comunione con la Chiesa Ortodossa Italiana, istituita dal Patriarcato di Bulgaria nel 1996, e ora preceduta dal Metropolita Vasilij (già Arcivescovo del Patriarcato di Kiev prima dell’Anatema e co-consacrante con Vladyka Volodymir del Metropolita Michel Laroche). Così, insieme a questi vescovi e ad altri montenegrini; il Sinodo Eparchiale dell’Europa Occidentale e del Canada, guarda a alla situazione attuale con la massima cautela e preoccupazione pastorale, supplicando Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo per l’unità ecclesiale in Ucraina.

L’Arcieparchia, in questo periodo di tempesta, vuole essere anche un porto franco per la diaspora ucraina che in questo momento si sente pressata dall’obbligo scritto sul Tomos di Autocefalia, di appartenenza delle proprie parrocchie alla giurisdizione greca di Costantinopoli.

In conclusione, la posizione dell’Arcidiocesi Ortodossa Ucraina dell’Europa Occidentale e del Canada è neutrale e desidera ardentemente rimanere neutrale, fiduciosa che la pace di Cristo nostro Vescovo, illuminerà sempre la Sua Santa Chiesa composta da tutte le Chiese nazionali unite irenicamente in sorellanza, prive di neopapismi moderni di infausta memoria. La Sinfonia delle Chiese Ortodosse è l’unica e sola Chiesa di Cristo. Amìn! Amìn! Amìn!