Sua Beatitudine Vladyka Basilio

CHIESA ORTODOSSA D’ITALIA

L’Eparchia di San Giulio è in piena comunione con tutto il Pleroma dell’Ortodossia, seguendo in totale obbedienza la sua Chiesa Madre (Chiesa Ortodossa Ucraina) e collabora attivamente con la Chiesa Ortodossa d’Italia, fondata canonicamente nel 1991 da Sua Beatitudine Antonio e ora retta dal suo legittimo successore Vladyka Basilio, suo legittimo e unico successore.

Secondo l’Eparchia di San Giulio non vi sono dubbi: l’ex Arcivescovo Ortodosso di Firenze è unico vescovo canonicamente eletto nella Chiesa Ortodossa d’Italia. Sua Beatitudine Basilio, canonicamente consacrato nel febbraio il 1995 nel Patriarcato di Kiev, Vescovo elettore di Sua Santità il Patriarca Onorario Filarete, co-consacratore dell’Arcivescovo Volodymir di San Giulio e di Sua Eminenza il Metropolita Michail di Korsun della Chiesa ortodossa dell’Ucraina, in quanto unico Vescovo rimasto nella Chiesa Ortodossa d’Italia, dopo la morte di Vladyka Antonio, divenne de facto Primate e canonicamente Presidente della Chiesa Ortodossa d’Italia. I canoni non lasciano alcun dubbio. Qui cum Regula ambulat, tuto ambulat.

Il Vescovo Antonio De Rosso, di beata memoria, insieme ad alcuni sacerdoti e laici la ricostituì giuridicamente e canonicamente l’8/11/1991 con atto notarile registrato il 21/11/1991 al n°2972 degli Atti Pubblici in Latina.

Il secondo Concilio Europeo della Metropolia Bulgara per l’Europa Centrale ed Occidentale con Atto prot. n°255 A del 23 dicembre 1993 ha accolto sotto la sua protezione ed in Comunione Sacramentale e di preghiere la Chiesa Ortodossa d’ Italia come Diocesi e il Vescovo Antonio come Vescovo di Ravenna e d’Italia.

Il 6 ottobre 1995 durante la sua sessione ordinaria, con Atto n°264, il Santo Sinodo del Patriarcato di Bulgaria, sotto la presidenza del patriarca Maxim, all’unanimità, ha posto definitivamente la Diocesi Autonoma di Ravenna ed Italia “sotto la protezione della Metropolia Bulgara per l’Europa Centrale ed Occidentale”.

Il 1° luglio 1997, con Decreto n°190, il Santo Sinodo del Patriarcato di Bulgaria, sotto la presidenza del patriarca Pimen, nella sua seduta plenaria ha concesso l’autonomia alla Chiesa Ortodossa d’ Italia, che a quella data è presente su tutto il territorio nazionale con parrocchie e comunità.

In tale data il Vescovo Antonio De Rosso è stato elevato alla dignità di Metropolita col titolo di Metropolita di Ravenna e d’Italia della Chiesa Ortodossa in Italia. Egli è divenuto anche membro di diritto del Santo Sinodo del Patriarcato di Bulgaria.

La Chiesa Ortodossa in Italia con tale atto può reggersi nel suo interno con completa autonomia regolata da uno Statuto approvato dal Santo Sinodo stesso.  Pertanto essa può eleggere e consacrare i suoi vescovi.

Il 20 febbraio 2009 il Metropolita Antonio si è addormentato nel Signore, dopo lunga malattia, occupandosi della Chiesa sino all’ultimo.

 Il 10 gennaio 2009 è stata consacrata a L’Aquila a Cattedrale della Santa Croce, al termine di lunghi lavori di restauro che hanno interessato l’antico tempio, che è così diventato la nuova sede vescovile della Chiesa Ortodossa in Italia. Da tale data è stato conferito al Metropolita Antonio, con delibera del Santo Sinodo, anche il titolo di Arcivescovo di L’Aquila.

Il 16 marzo 2009 mons. Basilio Grillo Miceli è stato eletto nuovo Arcivescovo di Ravenna e di L’Aquila e Metropolita d’Italia.

Attualmente è Arcivescovo di tutto il Lazio e Metropolita Primate d’Italia.

La Chiesa Ortodossa Italiana, collabora irenicamente con l’Eparchia di San Giulio, la quale riconosce in Vladyka Basilio, l’unico esponente canonico della Chiesa Ortodossa fondata dal Patriarcato di Bulgaria.

Sua Santità Filarete I, Patriarca di Kiev

Riguardo l’istituzione canonica della Chiesa Ortodossa Italiana, l’Eparchia di San Giulio sottolinea che:

  1. Il Metropolita Basilio risulta l’unico esponente storico e Primate della Chiesa Ortodossa Italiana canonicamente riconosciuto;
  2. Il Metropolita Basilio è stato consacrato episcopo nella Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Kiev, nel Febbraio 1995 sotto l’Omoforion di Sua Santità Volodymyr Romaniuk;
  3. Il Metropolita Basilio quando fu Archimandrita del Patriarcato di Mosca non ricevette alcuna condanna canonica fino a prova contraria;
  4. Il Metropolita Basilio ha partecipato attivamente come membro a pieno titolo del Santo Sinodo dei Vescovi della Chiesa Ortodossa Ucraina allo storico Concilio che portò all’Elezione del Patriarca onorario di Kiev, Sua Santità Filarete Denisenko;
  5. Il Metropolita Basilio ha consacrato all’episcopato con l’Arcivescovo Volodymir di San Giulio nel 1996, l’attuale Metropolita di Korsun Michel Laroshe, membro canonico del Santo Sinodo della Chiesa Ucraina;
  6. Il Metropolita Basilio non ha mai ricevuto alcuna condanna o alcun tipo di sanzione canonica dalla sua Chiesa Madre (Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Kiev) fino ai nostri giorni;
  7. Il passaggio del Metropolita Basilio alla Chiesa Ortodossa Italiana in qualità di Arcivescovo di Toscana avvenne senza alcuna Sanzione da parte della Chiesa Ucraina Ortodossa (Chiesa Madre), anzi con questa rimase formalmente in piena comunione fino al suo pieno riconoscimento dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli;
  8. Il Metropolita del Patriarcato di Kiev con sede in Europa Occidentale perse ogni potere di giurisdizione e di rappresentanza del Patriarcato di Kiev nel febbraio 1997, quindi nessuna autorità, oltre Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Kiev, ebbe mai facoltà sanzionatoria dopo la data sopracitata (20 febbraio 1997), come comprovato dal corposo archivio in possesso dell’Eparchia di San Giulio della Chiesa Ortodossa Ucraina;
  9. Dopo la morte del Metropolita Antonio De Rosso, essendo l’Arcivescovo Basilio unico Gerarca sopravvissuto ed essendosi ormai risolto lo scisma di Bulgaria con la successiva elezione del Patriarca Neofitos, come prevede il Diritto canonico che regge le Chiese ortodosse, il solo e unico successore alla cattedra di Primate della Chiesa Ortodossa Italiana, spetta a Sua Beatitudine Basilio I, tanto più che il Patriarcato di Bulgaria non ritirò mai formalmente il Tomos di Autonomia, quindi secondo le regole canoniche, nessun presbitero poteva intervenire in opposizione all’Elezione canonica e al suo insediamento.
  10. L’Eparchia di San Giulio della Chiesa Ortodossa Ucraina, si rende disponibile a dare chiarimenti e a riprodurre documentazione dopo formale richiesta da parte degli interessati.

VIDEO DELL’INTRONIZZAZIONE DI SUA SANTITA’ IL PATRIARCA FILARETE DI UCRAINA OVE SI EVINCE CHE IL METROPOLITA BASILIO ERA VESCOVO ELETTORE