EPARCHIA DI SAN GIULIO

 

 

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Santa Sofia

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Questa Eparchia è stata istituita nel 1995 dalla Chiesa Ortodossa Ucraina  – Patriarcato di Kiev – sotto il diretto Omoforion di Sua Santità il Patriarca Filaret. Dal 2018 il Patriarcato di Kiev ha ricevuto l’Autocefalia e il pieno riconoscimento dalle Chiese Ortodosse Canoniche, in primis da Sua Santità il Patriarca Ecumenico  di Costantinopoli Bartolomeo I. Il nuovo nome dell’Ex Patriarcato di Kiev è. CHIESA ORTODOSSA DELL’UCRAINA o semplicemente CHIESA ORTODOSSA UCRAINA.

L’EPARCHIA DELL’ISOLA DI SAN GIULIO È STATA ISTITUITA IN BASE AL DECRETO PATRIARCALE (ORA CHIESA ORTODOSSA UCRAINA – RETTA DA SUA BEATITUDINE IL METROPOLITA DI KIEV EPIFANIO), NEL NOVEMBRE 1995    E IL VESCOVO VOLODYMYR È STATO IL PRIMO VESCOVO AD OCCUPARE QUESTA CATTEDRA IL 19 DICEMBRE 1995.

 

STORIA E CRONOLOGIA DELL’EPARCHIA DI SAN GIULIO – CHIESA ORTODOSSA UCRAINA

 

22 ottobre 1995: Intronizzazione di Sua Santità il Patriarca Filarete (ora Patriarca Onorario)

27 novembre 1995 : Istituzione della diocesi di San Giulio con approvazione del Patriarca Filarete.

19 dicembre 1995 – Il Sinodo dell’UOC-KP nomina l’Archimandrita Volodymyr, vescovo dell’isola di San Giulio di Egina. L’ordinazione episcopale del vescovo Volodymir ha avuto luogo in Italia nella Cattedrale di Sant’Ambrogio del Patriarcato di Kiev.

 

Il vescovo Vladimir è nato a Milano nel 1962. Ha studiato Storia delle Antichità classiche e Storia e Diritto Bizantino presso l’Università di Genova.

Fu sempre molto legato alle figure del Metropolita Pitirim di Volokolomansk che conobbe personalmente a Milano e del Metropolita di Kiev Filarete – Patriarcato di Mosca.

Fin dalla giovanissima età, il futuro vescovo si innamorò della Chiesa Ortodossa e passò la sua adolescenza come fedele della Chiesa Russa del Patriarcato di Mosca dove venne battezzato con il mome di Roman.

Nel 1984, il giovane Roman (nome di battesimo ortodosso), fu tonsurato come Monaco assumendo il nome di Volodymir.

Successivamente ricevette la chirotesia per il lettorato e successivamente per l’Ipodiaconato.

Nel 1985 fu ordinato ierodiacono, quindi Ieromonaco (sacerdote e monaco).

Nel 1988 , il giovane Ieromonaco Padre Volodymir, passò nella giurisdizione della Chiesa ortodossa ucraina negli Stati Uniti, presieduta da Sua Beatitudine il Metropolita Mstyslav (Skrypnyk), il quale era in comunione con il Patriarca Ecumenico Demetrios I, dal quale riceveva il Santo Miron.

In seguito il Metropolita Mstyslav, trasferì la propria residenza in Ucraina e fu intronizzato come primo Patriarca di Kiev.

Padre Volodymir, nel seno del Patriarcato di Kiev (ora CHIESA ORTODOSSA UCRAINA) nel 1992 divenne Igumeno. Nel 1993 fu nominato Kathigumenos e nel 1995 fu elevato al grado di Archimandrita secondo l’usanza slava della Chiesa Ucraina Ortodossa.

Nel 1991, la Chiesa ortodossa ucraina, guidata da Sua Beatitudine Filaret, Metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina (Chiesa Autonoma dal Patriarcato di Mosca), fece appello ufficialmente al  Patriarcato di Mosca per ottenere l’Autocefalia. La lettera è stata firmata anche dal Metropolita Onofrio (attuale primate della chiesa Russa Ortodossa in Ucraina – Patriarcato di Mosca).

1993 – Il Vescovo Volodymir Romaniuk diviene secondo Patriarca di Kiev e di tutta la Rus’ Ucraina.

In questa fotografia vediamo il patriarca Volodymyr nel 1994, durante il soggiono di riposo nel Monastero di San Michele in Francia ( 1994 ) con il  Metropolita, del Patriarcato di Kiev (ora Chiesa Ucraina Ortodossa) Il Metropolita Vihilij, che fu uno dei tre vescovi consacratori su mandato Patriarcale del vescovo Volodymir di San Giulio (1995).

Il patriarca Volodymyr (Romaniuk) è deceduto per un quarto attacco cardiaco il 14 luglio 1995 . Nel corso dell’anno e nove mesi di patriarcato, Sua Santità Volodymyr ha trascorso quasi 7 mesi in ospedale. La sua salute è stata minata da 17 anni di prigionia nei campi moldavi e siberiani come dissidente sovietico. Mancavano 5 mesi al suo settantesimo compleanno quando lo colse un infarto improvviso.

Il funerale di Sua Santità il patriarca Volodymyr (Romanyuk) è stato tragico. Ci furono, scontri di piazza tra il governo filocomunista e filomoscovita e il corteo funebre.

L’Archimandrita Volodymir (ora Arcivescovo Volodymir) ha partecipato come delegato al Grande Sinodo dell’ottobre 1995 per le elezioni del nuovo Patriarca di Kiev Sua Santità Filarete. Dopo un mese, Archimandrita Vladimir, fu eletto vescovo di San Giulio di Egina, quindi nel dicembre del 1995 fu ordinato vescovo sotto la giurisdizione e l’Omoforion di Sua Santità il Patriarca Filarete e su consiglio diretto dello stesso (primo vescovo in assoluto ordinato sotto l’Omofor del Patriarca Filarete),

Come già accennato,  nell’ottobre 1995, l’Archimandrita Volodymyr è stato membro delegato ufficiale con diritto di voto all’elezione patriarcale. A quel tempo, fu eletto Patriarca di Kiev e di tutta l’Ucraina il Metropolita Filarete. Sua Santità Filarete, dedicò tutte le sue energie allo sviluppo della Chiesa ortodossa locale in Ucraina, che avrebbe dovuto unire tutti gli ortodossi nel seno della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev. Un mese dopo, con il decreto del Patriarca Filaret di Kiev, con la partecipazione del Metropolita Evlohij (Patriarcato di Kiev), del Vescovo Vasylij (Patriarcato di Kiev) e del Metropolita Vihilij (Patriarcato di Kiev), l’Archimandrita Volodymyr venne consacrato Vescovo di San Giulio (il 19 dicembre 1995),  nella Cattedrale di Sant’Ambrogio  –  Patriarcato di Kiev.

Nel dicembre 1995, Vladyka Volodymir, viene elevato al rango di Arcisegretario del Santo Sinodo Eparchiale del Patriarcato di Kiev per l’Europa occidentale e Canada. Rimase Arcisegretario del Santo Sinodo fino al 1997.

12 maggio 1996  – Il vescovo Vladyka Volodymyr prese parte all’ordinazione episcopale in qualità di terzo vescovo consacrante, del Metropolita Mihail di Kursun (Chiesa Ortodossa Ucraina), nono Metropolita per dignità della Chiesa Canonica ucraina.

13 maggio  1996  – Il vescovo Volodymyr ricevette il titolo di Vescovo di San Giulio e Genova (Italia) e fu nominato Vescovo Residenziale del Patriarcato di Kiev.  Al titolo di Genova chiese di rinunciare subito in rispetto della sede prestigiosa presieduta da un vescovo romano cattolico.  Il vescovo Volodymir rimase nel suo alto ruolo di Arcisegretario del Santo Sinodo eparchiale dell’Europa Occidentale e del Canada (Chiesa Ucraina Ortodossa – Patriarcato di Kiev) fino al 20 Febbraio 1997, data della soppressione dello stesso per volere del Patriarca. Il 23 febbraio 1997 presentò le sue dimissioni ufficiali.

20 febbraio 1997  – Il Patriarcato di Kiev di Kiev, ritirò  il Documento di istituzione del Sinodo Eparchiale dell’Europa Occidentale (Patriarcato di Kiev) – La nomina di Sua Eminenza il Metropolita Evlohij venne ritirata e quest’ultimo venne estromesso dal Santo Sinodo del Patriarcato di Kiev pur mantenendo il proprio titolo di Metropolita. ( Riviste dell’incontro del Santo Sinodo del 20 febbraio 1997). I vescovi dell’Europa occidentale (Vladyka Vasilij, Vladyka Volodymir e Vladyka Mihail),  continuarono a dipendere direttamente da Kiev, come vuole il diritto canonico. Il 23 febbraio 1997, saputo della soppressione del sinodo eparchiale, presentò le sue dimissioni ufficiali come Arcisegretario e immediatamente si appellò alla Chiesa Madre.

Secondo il Patriarcato di Kiev, ogni documento o decisione del cosiddetto “Sinodo di Milano” non agisce canonicamente in relazione al Patriarcato di Kiev e quindi in relazione all’attuale Chiesa Ortodossa Ucraina, poiché è stato craeto completamente al di fuori della comunione canonica con la Chiesa Ucraina Ortodossa. Tutti i vescovi ordinati dal cosiddetto “Sinodo di Milano” dopo il 20 febbraio 1997 sono considerati da Kiev non canonici, senza alcun legame o relazione di sorta con la chiesa Ucraina

Per questo motivo, il vescovo Volodymyr interruppe immediatamente la comunione con il Metropolita Evlohij (ora deceduto) e con coloro che lo seguirono nello scisma con la Chiesa Madre (Chiesa Ortodossa Ucraina – Patriarcato di Kiev).

Dalla Chiesa Ucraina Ortodossa, come si evince dai documenti sinodali, venne espulso solo il Metropolita Eulohij, mentre gli altri vescovi, quali l’Arcivescovo Vasyl, il vescovo Volodymyr, il vescovo Lavrentij e il vescovo Myhail, rimasero sotto la giurisdizione del Patriarcato di Kiev.

2003 : l’Arcivescovo Lazar (Puhalo) di Ottawa  del Sinodo Eparchiale dell’Europa Occidetale e Canada venne ricevuto nel Patriarcato di Mosca (dalla Chiesa ortodossa in America) senza ricevere nuove consacrazioni.

2003 : Anche il vescovo Barlaam Vancouver viene accettato come vescovo nella Chiesa ortodossa in America – Patriarcato di Mosca senza riconsacrazione o chirotesia. 

Il 5 gennaio 2019 , Sua Santità il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Nuova Roma, Bartolomeo I, ha firmato il Tomos sull’Autocefalia della Chiesa ortodossa d’Ucraina. “Il pio popolo ucraino ha atteso questo giorno benedetto per sette secoli”, ha detto il patriarca Bartolomeo dopo la firma. Il 6 gennaio 2019, nella chiesa di San Giorgio nella residenza del Patriarcato ecumenico a Costantinopoli durante la liturgia festiva ,con la partecipazione del Primate della Chiesa ortodossa ucraina, il Metropolita Epifanio, venne conferito il Tomos patriarcale che fu solennemente posto nelle mani di quest’ultimo. Il 9 gennaio, tutti i membri del Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli hanno firmato il Tomos, che ha completato formalmente il processo di ottenimento dell’autocefalia dalla Chiesa ortodossa ucraina locale.

2019 – Tutti i Vescovi consacrati nel Patriarcato di Kiev vengono considerati CANONICI dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e da tutte le Chiese Ortodosse in comunione con Lui (Patriarcato di Alessandria,  Chiesa di Cipro, Chiesa di grecia, etc.).

2020 – Dopo la risoluzione canonica del Metropolita di Kursun Mihail, l’Eparchia di San Giulio rimane in obbedienza alla Chiesa Madre. A tuttoggi nessun divieto o pregiudizio canonico è stato ufficialmente presentato all’Arcivescovo Volodymir. L’Arcivescovo Volodymir e tutti i suoi sacerdoti e il clero pregano in umile obbedienza e nel silenzio per il Patriarca Ecumenico, Sua Santità Bartolomeo, per Sua Beatitudine Epifanio, Metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina. L’Eparchia, come ha già fatto ufficialmente, seguendo la prassi istituzionale, si è impegnata e si impegna a non interferire in alcun modo con l’operato legittimo e canonico del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e ad evitare ogni tipo di proselitismo nei confronti della Chiesa Cattolica Romana.

Attualmente, la Chiesa ortodossa in Ucraina è una delle 15 Chiese ortodosse canoniche. Dialoghi sono già in corso per una futura trasformazione in Patriarcato.  Il dialogo ecumenico tra la Chiesa Ortodossa Ucraina e la Chiesa Greco cattolica Ucraina presieduta da Sua Beatitudine il Patriarca Cattolico Sviatoslav sembra siano a buon punto.  Sia gloria a Dio e sia gloria all’Ucraina!

ELENCO DELLE CHIESE ORTODOSSE

1 – Patriarcato ecumenico di Costantinopoli (arcivescovo di Costantinopoli-Nuova Roma e patriarca ecumenico)
Chiesa autonoma ortodossa della Finlandia (arcivescovo di Carelia e di tutta la Finlandia)
Chiesa ortodossa autonoma di Creta (arcivescovo di Creta)
Chiesa ortodossa autonoma di Corea (metropolita di Seoul e di tutta la Corea)
Comunità monastica autonoma del Monte Athos
Exarchate of Patmos (Esarca patriarcale di Patmos)
Arcidiocesi greco-ortodossa di Thyateira e Gran Bretagna (Arcivescovo di Thyateira e Gran Bretagna)
Arcidiocesi Greco-Ortodossa d’Italia e Malta (Arcivescovo Ortodosso Italiano e Malta ed Esarca dell’Europa meridionale)
Arcidiocesi Greco Ortodossa d’America (Arcivescovo d’America)
Arcidiocesi Greco Ortodossa d’Australia (Arcivescovo d’Australia)
Esarcato delle Filippine (Esarca delle Filippine)
Esarcato patriarcale per le parrocchie ortodosse della tradizione russa nell’Europa occidentale (arcivescovo di Komana)

2 – Patriarcato di Alessandria (Sua Beatitudine Divina Papa e Patriarca della Grande Città di Alessandria, Libia, Pentapolis, Etiopia, tutta la terra d’Egitto e tutta l’Africa, Padre dei Padri, Pastore dei pastori, Prelato di prelati, Tredicesimo dei Apostoli e Giudice dell’Ecumene)


3 – Patriarcato di Antiochia (Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente)
Arcidiocesi cristiana ortodossa antiochiana autonoma dell’America del Nord (arcivescovo di New York e metropolita di tutto il Nord America)


4 – Patriarcato di Gerusalemme (Patriarca della Città Santa di Gerusalemme e di tutta la Palestina, e di Siria, Arabia, oltre il fiume Giordano, Cana di Galilea e Sacra Sion)
Chiesa autonoma del Monte Sinai (arcivescovo di Choreb, Sinai e Raitha)


5 – Chiesa ortodossa russa – Patriarcato di Mosca (Patriarca di Mosca e di tutta la Russia)
Chiesa autonoma ortodossa del Giappone (arcivescovo di Tokyo e metropolita di tutto il Giappone)
Chiesa autonoma ortodossa della Cina (defunta)
Chiesa ortodossa autonoma della Moldavia (metropolita di Chisinau e di tutta la Moldavia)
Chiesa ortodossa autonoma della Lettonia (metropolita di Riga e di tutta la Lettonia)
Chiesa ortodossa russa autonoma fuori dalla Russia (metropolita dell’America orientale e di New York, primo gerarca della chiesa russa all’estero)
Exarchate of Belarus (Metropolitan of Minsk and Slutsk, Patriarchal Exarch of All Belarus)


6 – Patriarcato di Serbia (arcivescovo di Peć, metropolita di Belgrado e Karlovci, patriarca dei serbi)


7 – Patriarcato di Romania (Arcivescovo di Bucarest, Metropolita di Ungro-Valachia e Patriarca di Tutta la Romania)


8 – Patriarcato di Bulgaria (Metropolita di Sofia e Patriarca di Tutta la Bulgaria) – Chiesa autonoma ortodossa d’Italia (ha ricevuto l’autonomia nel 1997 dal patriarca Pimen di Sofia)


9 – Patriarcato di Georgia (Catholicos-Patriarch of All Georgia, arcivescovo di Mtskheta-Tbilisi e vescovo metropolita di Abkhazia e Pitsunda.)

10 – Chiesa ortodossa di Cipro (arcivescovo della Nuova Giustiniana e di tutta Cipro) Chiesa ortodossa di Cipro


11 – Chiesa ortodossa di Grecia (arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia)

12 – Chiesa ortodossa di Polonia (metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia)


13 – Chiesa ortodossa d’Albania (arcivescovo di Tirana e di tutta l’Albania)


14 – Chiesa ortodossa delle terre ceche e della Slovacchia (arcivescovo di Praga, metropolita di terre ceche e Slovacchia o arcivescovo di Presov, metropolita di terre ceche e Slovacchia)


15 – Chiesa ortodossa di Ucraina


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STORIA

LA CHIESA ORTODOSSA DI UCRAINA: LA VIA ATTRAVERSO I SECOLI

(Breve saggio storico)

FONTE: https://www.pomisna.info

 

Il terzo risveglio della Chiesa Ucraina OrtodossaAutocefala e la formazione della Chiesa Ucraina Ortodossa(1990-1992).

 

Nel febbraio 1989, il comitato di iniziativa per la rinascita della chiesa ortodossa autocefala ucraina è stato istituito da dissidenti sovietici, attivisti per i diritti umani, personaggi pubblici e studenti. I gerarchi della CHIESA UCRAINA ORTODOSSAAUTOCEFALA sono stati ordinati nella primavera del 1990. Il Consiglio della Chiesa Ucraina Ortodossa è stato convocato il 5-6 giugno 1990 per proclamare il Patriarcato di Kiev della Chiesa Ucraina Ortodossa Autocefala. Nell’autunno del 1990 arrivò a Kiev il Metropolita Msyslav, dove fu intronizzato nella Cattedrale di Santa Sofia.

 

La ridenominazione dell’Esarcato ucraino del Patriarcato di Mosca sotto la pressione di circostanze esterne alla Chiesa Ucraina Ortodossa ebbe luogo nel 1990, quando la Chiesa Ucraina Ortodossa fu stabilita in unità canonica con il Patriarcato di Mosca. Il metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina Filarete ha iniziato a lavorare per espandere l’autonomia della Chiesa Ucraina Ortodossa nel nuovo ambiente politico. Il patrocinio di autonomia e indipendenza nella gestione della Chiesa Ucraina Ortodossa da parte del patriarca Alessio II di Mosca e di tutta la Russia ha avuto luogo nell’ottobre 1990, concedendo il relativo Tomos al metropolita Filarete di Kiev e di tutta l’Ucraina. Dopo la proclamazione dell’indipendenza dell’Ucraina il 24 agosto 1991, il metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina Filarete ha convocato il Consiglio locale della Chiesa Ucraina Ortodossa Kiev-Pechersk Lavra il 1-3 novembre 1991. Si decise chiedere a Mosca l’Autocefalia  si fece una richiesta ufficiale per approvare l’indipendenza della Chiesa Ortodossa Ucraina. Invece, il Consiglio episcopale del ROC ha livellato nel marzo-aprile 1992 le disposizioni statutarie della Chiesa Ucraina Ortodossa e le decisioni del suo Consiglio locale nel 1991. Come risultato delle azioni anti-canoniche del ROC per screditare il metropolita Filarete di Kiev e Tutta l’Ucraina per i suoi tentativi di ottenere lo status canonico autocefalo dell’episcopato UOC a Kharkiv nel maggio 1992. Nel giugno 1992, Volodymyr (Sabodan), Metropolita di Rostov e Novocherkassk della Chiesa Ortodossa Russa, arrivò in Ucraina e guidò la Chiesa Ucraina Ortodossa in unità canonica con il Patriarcato di Mosca.

 

L’istituzione della Chiesa Ucraina Ortodossa del Patriarcato di Kiev come Chiesa locale del popolo ucraino è avvenuta a seguito delle decisioni del Consiglio di unificazione ortodossa ucraina del 25-26 giugno 1992. Il patriarca di Kiev Mstyslav (Skrypnyk) ha diretto la Chiesa Ucraina Ortodossa del Patriarcato di Kiev. La Chiesa Ortodossa Ucraina era rappresentata dal Metropolita Filarete e dal vescovo Yakov (Panchuk). Alcuni vescovi, clero e laici CHIESA UCRAINA ORTODOSSA AUTOCEFALA che non erano d’accordo con le decisioni del Consiglio unificante hanno annunciato la formazione di un “CHIESA UCRAINA ORTODOSSA AUTOCEFALA” separandosi nel 1993. Dopo la morte del Patriarca Mstislav (Skrypnyk) di Kiev e di tutta l’Ucraina, il Consiglio della Chiesa Ucraina Ortodossa venne convocato a Kiev dal 21 al 24 ottobre. 1993, dove si svolgono le elezioni del Patriarca di Kiev e di tutta l’Ucraina Volodymyr (Romanyuk). La morte del patriarca Volodymyr (Romaniuk) e il suo funerale furono accompagnati da eventi tragici e sono noti come “Martedì nero” il 18 luglio 1995. Il 20-22 ottobre 1995, il Consiglio della Chiesa Ucraina Ortodossa ha eletto Filarete (Denisenko) Patriarca di Kiev e Tutta la Russia-Ucraina– Come abbiamo anzidetto, a tale Concilio parteciparono anche Sua Eminenza il Metropolita Evlohij, il Metropolita Vihilij, Il Vescovo Vasylij e l’Archimandrita Volodymir (ora Arcivescovo di San Giulio di Egina). Dal 1995, la Chiesa Ucraina Ortodossa del Patriarcato di Kiev è stata istituita e quantificata. Il 2000 ° anniversario della Natività di Cristo è stato celebrato convocando e tenendo l’Assemblea Cristiana Internazionale ucraina dedicata al bimillenario della Natività di Cristo. I santuari della chiesa nazionale del popolo ucraino (Cattedrale di San Michele dalle cupole dorate, Pirogoshch, ecc.) Sono stati restaurati e consacrati.

 

IL TOMOS DALLA GRANDE CHIESA DI COSTANTINOPOLI

 

Alla vigilia del Consiglio Pan Ortodosso il 16 giugno 2016, la Verkhovna Rada dell’Ucraina ha adottato la Risoluzione № 1422-VIII “Sull’indirizzo della Verkhovna Rada dell’Ucraina a Sua Santità Bartolomeo, Arcivescovo di Costantinopoli e Nuova Roma, Patriarca ecumenico sulla concessione dell’autocefalia alla Chiesa ortodossa in Ucraina”. In questo indirizzo, la Verkhovna Rada chiese al Patriarca ecumenico:

 

1 – di dichiarare non valido l’atto del 1686 in quanto tale, adottato in violazione dei sacri canoni della Chiesa ortodossa;

2 – di partecipare al superamento delle conseguenze della divisione ecclesiale convocando sotto il patrocinio del Patriarcato ecumenico il Consiglio di unificazione ucraino al fine di risolvere tutte le questioni controverse e unire la Chiesa ortodossa ucraina;

3 – di pubblicare un Tomos sull’autocefalia della Chiesa ortodossa in Ucraina.

 

L’appello pertinente è stato preparato per superare l’attuale divisione ecclesiale in Ucraina e normalizzare lo status canonico della Chiesa ortodossa in Ucraina. Uno dei motivi della sua preparazione fu l’aggressione armata della Federazione Russa.

 

Il 9 aprile 2018, il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko è partito per Istanbul, dove ha incontrato il patriarca ecumenico Bartolomeo e membri del Santo e Santo Sinodo. Il 17 aprile 2018, Petro Poroshenko si è incontrato con i capi delle fazioni nella Verkhovna Rada dell’Ucraina a Kiev e li ha invitati a sostenere il discorso al patriarca Bartolomeo I per garantire alla Chiesa ucraina un Tomos sull’autocefalia.

 

Il 18 aprile 2018, il presidente Petro Poroshenko ha ricevuto le firme di 40 vescovi del Patriarcato UOC-Kiev, 12 vescovi della Chiesa Ucraina Ortodossa Autocefala e circa 10 vescovi del Patriarcato di Mosca al Patriarca ecumenico con una richiesta di fornire un Tomos sull’autocefalia della Chiesa ucraina. Il 19 aprile 2018, la Verkhovna Rada dell’Ucraina ha adottato la Risoluzione № 2410-VIII a sostegno dell’appello del Presidente dell’Ucraina al Patriarca ecumenico Bartolomeo di concedere un Tomos sull’autocefalia della Chiesa ortodossa in Ucraina. Lo stesso giorno, questa risoluzione è stata firmata dal presidente della Verkhovna Rada dell’Ucraina. Il 20 aprile 2018, il vice capo dell’amministrazione presidenziale Rostyslav Pavlenko è volato a Istanbul per trasmettere al patriarca ecumenico Bartolomeo un appello a concedere un Tomos sull’autocefalia della chiesa ortodossa in Ucraina. Il 19-20 aprile 2018 si è svolta una riunione del Santo Sinodo del Patriarcato ecumenico sulla questione ucraina. A seguito dei risultati del Sinodo, il 22 aprile è stato pubblicato un comunicato. Afferma che, in accordo con i Canoni Divini e Sacri, così come l’antico ordine ecclesiastico e la Sacra Tradizione, il Patriarcato ecumenico è interessato a preservare l’unità pan-ortodossa e si prende cura delle Chiese ortodosse in tutto il mondo, e in particolare del popolo ortodosso ucraino. Pertanto, il Patriarcato di Costantinopoli, in quanto vera chiesa madre, ha considerato le questioni relative alla situazione della chiesa in Ucraina, come è stato fatto in precedenti riunioni sinodali e, accettando dalla chiesa e dalle autorità civili che rappresentano milioni di cristiani ucraini ortodossi,

 

Il 14 maggio 2018, la delegazione del Sinodo del Patriarcato ecumenico di tre metropoliti ha iniziato le visite alle Chiese locali con informazioni sulla causa ucraina. La prima è stata una visita ad Atene. Lo scopo delle visite era informare sul caso, non ottenere il permesso di risolverlo. A livello diplomatico-ecclesiale, la Chiesa ortodossa russa si sta opponendo attivamente al processo di concessione dei Tomos sull’autocefalia alla Chiesa ucraina.

 

Il 1 ° luglio 2018, parlando nella Sala del trono della sua residenza dopo il servizio funebre in occasione del 40 ° giorno dal riposo del metropolita Pergamo Evangelos, il Patriarca ecumenico Bartolomeo ha dedicato una parte significativa del suo discorso alla questione ucraina. Il patriarca affermò che nessun territorio canonico della Chiesa ortodossa russa (ROC) esisteva in Ucraina, e nel 1686 Mosca si unì alla Chiesa ucraina in modo unanime e prese più di quanto consentito.

 

Il 31 agosto 2018, vicino alla residenza ufficiale del patriarca ecumenico Bartolomeo, circa 50 ucraini hanno chiesto l’autocefalia della Chiesa Ucraina Ortodossa e hanno pregato per questo. Successivamente, ebbe luogo un incontro dei Patriarchi dell’Ecumenico Bartolomeo e Cirillo di Mosca. Dopo l’incontro, il rappresentante del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, metropolita Emmanuele di Gallia, ha assicurato che l’incontro con il patriarca russo non ha influenzato la decisione del patriarca Bartolomeo sull’autocefalia della Chiesa ucraina.

 

All’inaugurazione del Sinodo episcopale della Chiesa di Costantinopoli il 1 ° settembre 2018 a Istanbul, il patriarca ecumenico Bartolomeo ha letto un rapporto in cui osservava che Mosca per molti secoli governò la metropoli di Kiev senza la conoscenza di Costantinopoli. Il 2 settembre, i vescovi del Trono Ecumenico, decisero che il Patriarcato di Costantinopoli poteva concedere l’autocefalia senza senza il consenso di alcuna Chiesa locale. Il 7 settembre 2018, il patriarca ecumenico Bartolomeo ha nominato due esarchi (rappresentanti) a Kiev: l’arcivescovo Daniel of Pamphylia dagli Stati Uniti e il vescovo Hilarion di Edmonton dal Canada in preparazione per la concessione dell’autocefalia alla Chiesa ortodossa in Ucraina. Gli esarchi dovevano interagire con le autorità ucraine e le Chiese per organizzare il Consiglio di unificazione.

 

Alla fine di settembre 2018, il Patriarcato ecumenico ha pubblicato uno studio sui documenti storici della chiesa, in cui ha dimostrato che Costantinopoli non ha mai ceduto la metropoli di Kyiv alla subordinazione canonica della Chiesa ortodossa russa.

 

Il 9-11 ottobre 2018 si è svolta una riunione del Sinodo del Patriarcato ecumenico, in cui sono state prese diverse decisioni:

 

Per confermare la decisione già presa che il Patriarcato ecumenico dovrebbe iniziare a concedere l’autocefalia alla Chiesa ucraina.

Per ripristinare oggi la Stauropegialità del Patriarca ecumenico sulla Metropolia di Kiev.

Accettare e prendere in considerazione le richieste di appelli di Filarete Denisenko, Makary Maletich e del loro clero, che si sono trovati in uno scisma per motivi non dogmatici, in conformità con le prerogative canoniche del Patriarca di Costantinopoli di ricevere questo tipo di appelli da gerarchi e altro clero da tutti i sacerdoti. Pertanto, alle suddette persone furono canonicamente restituite le loro prerogative episcopali o sacerdotale e fu restaurata la comunione del loro ordinato nella loro giurisdizione e dei fedeli con la Chiesa Madre, la Grande Chiesa di Costantinopoli.

Veniva abolito l’obbligo della Lettera sinodale del 1686, emessa nelle circostanze dell’epoca, che conferiva al Patriarca di Mosca il diritto di ordinare il Metropolita di Kiev, eletto dal Consiglio del Clero e i fedeli della sua diocesi, che però doveva obbligatoriamente menzionare il Patriarca ecumenico come suo Primo Gerarca. Veniva proclamata e riaffermata la sua dipendenza canonica dalla Chiesa Madre del Patriarcato di Costantinopoli.

Si invitavano  tutte le parti interessate ad astenersi dal sequestrare chiese, monasteri e altre proprietà, nonché da qualsiasi altro atto di violenza e vendetta, al fine di superare la pace e l’amore in Cristo.

 

Il 27-29 novembre, il Patriarcato ecumenico ha tenuto una riunione del Santo Sinodo, in cui, tra le altre questioni, è stato discusso il testo di Tomos sull’autocefalia della Chiesa ucraina. A seguito del Sinodo, è stato emesso un comunicato in cui si afferma la creazione di un progetto di statuto della Chiesa ortodossa locale dell’Ucraina.

 

Nelle sue lettere di invito, il patriarca Bartolomeo ha invitato i gerarchi ortodossi di tre giurisdizioni in Ucraina a prendere parte al Consiglio di unificazione il

 

La storica Cattedrale dell’Unificazione si è svolta il 15 dicembre 2018 nella Cattedrale di Santa Sofia. Il Consiglio è stato preceduto dai Consigli locali del Patriarcato di Kiev e della Chiesa Ucraina Ortodossa Autocefala, che hanno deciso di cessare le loro attività come associazioni religiose separate e unirsi in una chiesa ortodossa dell’Ucraina. La Chiesa ortodossa dell’Ucraina è stata istituita all’unanimità dai delegati del Consiglio: sono stati approvati tutti i gerarchi della Chiesa Ucraina Ortodossa-KP, CHIESA UCRAINA ORTODOSSA AUTOCEFALA e due gerarchi dea Chiesa Russa Ortodossa-Patriarcato di Mosca, rappresentanti del clero e dei laici, il suo Statuto e altre decisioni necessarie. Il metropolita Epifanio fu eletto il nuovo Primate a scrutinio segreto. Il titolo di Primate della Chiesa ortodossa di Ucraina è Sua Beatitudine Kyr Epifanio, Metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina.

Il 5 gennaio 2019, il patriarca ecumenico Sua Santità Bartolomeo ha firmato il Tomos sull’autocefalia della Chiesa Ortodossa dell’Ucraina. “Il pio popolo ucraino ha atteso questo giorno benedetto per sette secoli”, ha detto il patriarca Bartolomeo dopo la firma.

Il 6 gennaio 2019, nella chiesa di San Giorgio nella residenza del Patriarcato ecumenico a Costantinopoli durante la liturgia festiva ,con la partecipazione del Primate della Chiesa ortodossa ucraina, il Metropolita Epifanio, venne conferito il Tomos patriarcale che fu solennemente posto nelle mani di quest’ultimo. Il 9 gennaio, tutti i membri del Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli hanno firmato il Tomos, che ha completato formalmente il processo di ottenimento dell’autocefalia dalla Chiesa ortodossa ucraina locale.